San Martino in Pensilis

Storia

La nascita, come entità demografica, di San Martino risale all'anno 1100, con il nome di San Martino in Pensili, cambiato recentemente in Pensilis. Si presume che un villaggio con una chiesa in onore a San Martino esistesse già 500 anni prima, formato dai Cliterniani rifugiatisi sulla collina per sfuggire agli attacchi barbarici.

Documenti del XII secolo, infatti, attestano la formazione del borgo, basato sul rapporto tipico del medioevo: chiesa, castello e borgo.

Nelle piccole costruzioni, contigue, costruite intorno a strade anguste del paese vecchio, chiamato tuttora mezzaterr, si svolgeva la vita quotidiana delle famiglie sammartinesi. Con scarse condizioni igieniche, gli abitanti trascorrevano la maggior parte della giornata nei campi a lavorare. L'acqua si trovava in pozzi alle periferie del borgo e gli acquaioli la vendevano alle famiglie che la conservano nelle sarole (anfore). Non esistevano, ovviamente, fogne e le feci venivano raccolte la mattina prestissimo da un carrobotte che girava per le strade. La popolazione fu dimezzata a causa della peste alla fine del XVII secolo.

Lo sviluppo all'esterno delle mura del paese vecchio iniziò nella seconda metà del 1800, formando rapidamente vari quartieri, fino ai giorni nostri.

Intorno agli anni 50 San Martino era tra i paesi più fiorenti della zona, superando i 6.000 abitanti. Negli anni 60 iniziò un cambiamento radicale sul tenore di vita dei sammartinesi grazie anche all'uso dell'energia elettrica e all'impianto idrico e fognario. Nel '70 la popolazione di San Martino subì un calo a causa dell'emigrazione e dell'indistria che porto via i braccianti dai campi per farli diventare operai in fabbrica.

Evoluzione Demografica

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